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CENNI STORICI
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Storia di Faleria
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Il paese di Faleria si trova nella Tuscia, nome antico dato all'Etruria meridionale. Questa regione corrisponde oggi alla Provincia di Viterbo, a nord di Roma fra il mar Tirreno, la Toscana e l’Umbria. Ad ovest si trovano la fascia marina e a est la media valle del Tevere. Al centro si ergono i Colli Cimini (lago di Vico) e i Colli Volsini (lago di Bolsena).
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Gli Etruschi di questa zona si chiamavano "Falisci", particolarmente abili nella produzione ceramica. Il loro centro era 'Faleri Veteres', l'odierna Civita Castellana.
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Faleria, in realtà, dovrebbe chiamarsi Stabia. L'originaria denominazione forse si riferiva alla vicina stazione per il cambio di cavalli (detta "Stabulum"), sulla vicina via Flaminia. Lo snaturamento avviene nel 1872, da quando il centro urbano viene ribattezzato col nome attuale. Nella Galleria delle Carte Geografiche in Vaticano, negli affreschi di fine 500, si può leggere il nome antico.
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Lo storico locale Giuseppe Agneni suggerisce un ritorno alla vecchia denominazione:
"Sarebbe cosa giusta ed auspicabile, un ritorno alla verità storica immutata ed immutabile di Stabbia, e che gli attuali Amministratori ponessero finalmente termine a tale stupido e illogico cambiamento, ripristinando al suddetto Paese il suo vero e autentico nome, come intelligentemente hanno fatto le Comunità di Blera (già Bieda) e Vasanello (già Bassanello). Un ritorno alla ragione ed ai veri sentimenti popolari, vanificherebbe il tentativo di camuffare il progresso di questa antica terra, con un nome che non indossa il vestito della verità. (da: Storia di Stabbia ora Faleria, manoscritto dattilografato s.d., pag.2)"
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Furono i Falisci, nel X e IX secolo a.c., i primi abitanti di Faleria. Si insediarono sullo sperone di roccia tufacea, tipico per il paesaggio di questa zona. Lo sperone cuneiforme, circondato da profonde forre, si poneva come luogo ideale, facilmente difendibile.
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| Lo sviluppo urbanistico di Faleria |
| Il Castello degli Anguillara è un gioiello di fortificazione edilizia medievale, fatto costruire alla fine del Duecento dalla famiglia Anguillara. |
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Gli Anguillara sono probabilmente di discendenza normanna. Nel XI sec. sono i padroni di Anguillara (sul lago di Bracciano), Calcata e Faleria. Enrico VII, figlio di Federico Barbarossa, li eleva a conti, premiando la loro fedeltà al Sacro Romano Impero durante la reggenza teutonica.
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Il monumentale Castello di Faleria venne costruito per gli Anguillara, nel 1290 circa e venne successivamente ampliato nel corso dei secoli. Della ricostruzione e delle varie fasi di costruzione si è occupata anche un'università americana, nel 1981 (il Pratt Institute School of Architecture, Brooklyn, New York). L'aspetto attuale risale al tempo più glorioso: il XVI sec. Flaminio Anguillara nel 1549, dopo il ritorno a casa dalla battaglia di Lepanto, trasforma la corte in una residenza. Da qui intraprende una avveduta politica espansionistica, imparentandosi con le famiglie Savelli e Strozzi.
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La prima fase della fortificazione inglobava l'insediamento medievale precedente, posto a nord sull'estremità dello sperone tufaceo. Una torre d'avvistamento e due portoni d'accesso rendevano Faleria pressochè inespugnabile.
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Per un approfondimento consigliamo la lettura dell'ottima pubblicazione Faleria - Arte, Cultura, Territorio, catalogo alla mostra, a cura di A.Cappelletti, T.Leuzzi, E.Vetromile, patrocinata dal Comune di Faleria nel giugno 1981
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Le prime trasformazioni dopo l'età medievale risalgono a Giuliano Anguillara (dal 1459 in poi). Suo figlio, Giovanbattista, era temuto dalla popolazione per le sue brutali scorrerie.
Fu lui che nel 1505 fece uccidere la matrigna Girolama Farnese (sorella di papa Paolo III) nel Salone Nobile.
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| Faleria - dove morì Ottone III |
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Nel Castello di Paterno, a 3 km da Faleria, il 3 giorno gennaio 1002 morì l'imperatore Ottone III. Forse fu avvelenato da una sua dama di corte, Stefania Crescenzio, dopo che il regnante aveva fatto decapitare suo marito a Castel Sant'Angelo a Roma.
Il giovane imperatore qui soggiornò molte volte, assieme al suo papa tedesco Gregorio V. Da Paterno pianificarono gli attacchi su Roma per domare le famiglie romane che si ribellavano all'autorità imperiale.
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Vedi foto Faleria
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